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- IA: l’algoritmo “Arrisk” per l’analisi predittiva dei reati
Domanda: è possibile fare una previsione circa la probabilità di commissione di un reato da parte dei Manager e/o dei Politici?
L’algoritmo “Arrisk” per la valutazione del rischio di reato.
Utilizzando una branca della matematica, la modellistica abbiamo provato a descrivere ed interpretare in termini matematici, attraverso il framework “Arrisk”, i molteplici aspetti del mondo reale dei Manager e dei Politici e la loro dinamica evolutiva.
Su queste basi abbiamo elaborato l’algoritmo “Arrisk”, realizzando un modello che auspica di poter prevedere il rischio di commissione di reato del Manager e/o dei Politici.
Nello specifico abbiamo limitato i margini di errore del modello utilizzando delle variabili indipendenti prive di correlazione, soffermandoci, esclusivamente e di conseguenza, su quelle variabili che, secondo i più importanti studi mondiali in tema di crimini dei “White Collar-Worker e Policiticians” rilevano ai fini della probabilità di commissione potenziale di reato.
Inoltre, abbiamo acquisito ulteriori elementi di valutazione utilizzando la formula matematica sintetizzata nella teoria dell’economista statunitense Becker, vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 1992, che riporta le variabili rilevanti dell’equazione relativa al numero di reati commessi in un dato periodo:

Abbiamo, infine, arricchito e diversificato le variabili indipendenti del framework “Arrisk” attraverso i dati estrapolati da un questionario, appositamente ideato ed elaborato, denominato “Risk Analysis Sensibility” – analisi sulla percezione del rischio penale – sottoposto a più di 4.000 tra Manager e Politici.
Il modello di regressione logit e le variabili del rischio di reato.
Passando dalla teoria alla pratica, i tecnicismi sottesi al framework “Arrisk” si basano sul “modello di regressione lineare multipla Logit”, con variabili sia qualitative che quantitative.
Il concetto di base è quello di calcolare il rischio, in termini di probabilità di commissione di reato attraverso l’adozione di una variabile dipendente qualitativa, di tipo dicotomico.
Queste due alternative sono state, quindi, codificate con valore 1, in caso di “commissione reato” e valore 0, in caso di “NON commissione reato”.
Sulla base di tale codifica è stato elaborato un modello di regressione logistica in cui si valuta la probabilità che la variabile dipendente possa assumere uno dei due valori estremi, nel nostro caso 1, “ commissione reato”.
La variabile dipendente qualitativa, “ commissione reato”, è stato settato tra 0 ed 1, in base ad una soglia predeterminata di rilevanza del rischio penale.
Si è, quindi, cercato di stimare, sulla base della conoscenza dei valori assunti dalle variabili esplicative, la probabilità (P) che un Manager e/o un Politico possa incorrere in un procedimento penale.
Quanto alle variabili esplicative, nel caso di specie, abbiamo utilizzato 5 variabili esplicative, di cui 1 variabile di tipo numerico e 4 variabili di tipo qualitative.
La covariata indipendente quantitativa è stata individuata nella variabile ” precedenti penali” che può essere settata in modo da esprimere il numero di precedenti penali o la gravità dei precedenti penali, in termini di numero di mesi di condanna.
Le altre 4 variabili indipendenti sono, invece, di tipo dicotomiche e nello specifico abbiamo considerato le seguenti covariate:
- sistemi di mitigazione del rischio all’interno dell’Azienda e/o del contesto in cui il soggetto svolge la propria attività lavorativa: (a) si (b) no
(es. conflitti di interesse tra controllore e controllato, codici di comportamento, codici etici, codici anticorruzione, modelli D.Lgs 231/01);
- collocazione territoriale dell’Azienda e/o del contesto in cui il soggetto svolge la propria attività lavorativa: (a) nord (b) centro-sud;
- sistemi di controllo: (a) si (b) no;
- severità delle sanzioni: (a) alta (b) medio-bassa;
La simulazione dell’algoritmo “Arrisk” attraverso il software di elaborazione statistica: il fattore “casualità”.
Considerato, inoltre che, la nostra vita è fatta anche di casualità che sfuggono al nostro controllo, ci siamo, allora, interrogati se fosse possibile considerare all’interno del nostro modello anche il fattore “casualità” sofisticando ulteriormente il nostro framework “Arrisk” attraverso il ricorso alla simulazione Monte Carlo annidata, ovvero una simulazione (simulazioni esterne), nella simulazione (simulazioni interne), quale tecnica ampiamente diffusa per la valutazione dei rischi con orizzonti temporali fissi, che tenga conto e prenda in considerazione anche l’aspetto della casualità, che sfugge, come detto, al controllo dello stesso Manager e/o Politico.
In tale ottica, potrebbero rientrare tra i “fattori casuali”” le diverse fonti di incertezza non soggette al controllo del soggetto, quali il rischio di ricevere un avviso di garanzia per responsabilità penale oggettiva o tutti quei casi in cui il Manager e/o il Politico riceva un avviso di garanzia, giustificato dal PM esclusivamente per “garantire i diritti difensivi dell’indagato “ e/o persino le ipotesi di c.d.errori giudiziari che si concludono, poi, con un nulla di fatto e/o una prevedibile archiviazione.
Psicologia e propensione a delinquere: la formula matematica dei reati.
Nell’ottica dell’elaborazione dell’algoritmo “Arrisk” un aspetto di grande importanze è stato la “psicologia di devianza” delle figure apicali ovvero sugli aspetti cruciali relativi ai White Collars-Workers Crimes e Policiticians.
Il termine “White-Collar Crimes” è stato coniato dal sociologo americano Edwin Sutherland, il quale intendeva questo tipo di delitto in quanto commesso da un soggetto rispettabile, di elevata condizione sociale, in occasione della sua attività lavorativa e quindi non caratterizzato da violenza.
In quest’ottica, diversi esperti nel campo della psicopatia alludono, infatti, all’idea dello psicopatico di successo e alla loro presenza nel mondo aziendale sebbene siano state fatte pochissime ricerche relativamente alla relazione tra i tratti psicopatici della personalità e le intenzioni di impegnarsi nel crimine dei colletti bianchi.
Secondo Sutherland vi sono svariati interrogativi sui quali concentrarsi nell’analisi della psicologia del Manager e/o del Politico.
Una scoperta importante è che il fattore di impulsività egocentrica rappresenta una quantità significativa di varianza nelle intenzioni di impegnarsi nella criminalità dei soggetti considerati.
Cosa indurrebbe, dunque, potenzialmente un Manager e/o un Politico che rivesta posizioni apicali a delinquere? Ebbene, secondo lo studioso più accreditato Edwin Sutherland, criminologo statunitense famoso per aver studiato e descritto in maniera dettagliata i crimini dei colletti bianchi, il fattore determinante è che il soggetto non verrà gravato, almeno nella cultura dominante, dello “stereotipo di delinquente”.
Infatti, ricorda il criminologo, “ l’etichetta di delinquente verrà riservata agli autori di crimini più violenti ed efferati, crimini contro la persona che riguardano un bene indisponibile come la vita”.
Sarebbe, quindi, proprio la minore reazione sociale di censura da parte dell’opinione pubblica, rispetto a reati di indole violenta, che indurrebbe tali soggetti a delinquere.
In questo contesto si inserisce, perfettamente, la teoria economica di Gary Becker, economista americano che focalizzò i suoi studi sulla razionalità della scelta criminale.
Secondo Becker, infatti, il Manager e/o il Politico potenzialmente criminale utilizza, sempre e comunque, il criterio di tipo utilitaristico, basato sulla valutazione dei costi e dei benefici, per la commissione di un reato.
Con la teoria del criminale razionale, Becker individua i fattori che influiscono in questa equazione operata dall’individuo nella scelta del comportamento illecito:
- probabilità di essere scoperti;
- severità delle sanzioni;
- reddito disponibile per difendersi e per altre attività legali o illegali;
- valutazione dei benefici ricavabili;
- propensione al rischio;
- inclinazione personale a compiere reati;
- circostanze ambientali.
Secondo Becker, quindi, il Manager e/o il Politico di turno decide di violare una norma se l’utilità attesa da questa violazione eccede il livello di soddisfazione al quale può pervenire utilizzando il suo tempo e le sue risorse in maniera alternativa e cioè dedicandosi a un’attività legale.
L’apporto di Becker alle teorie sono state negli anni di ispirazione per le politiche di controllo sociale, orientando i vari governi, circa le misure di prevenzione dei reati.
Scrive Becker:“ tutti fanno calcoli nella propria attività, lo fanno i Professori come gli Ingegneri ed anche i Manager e/o i Politici. Tutti, quindi, calcolano i benefici che potenzialmente possono derivare da attività illecite come la corruzione e il crimine organizzato”.
Avv. GFR
